Circolo Musicale
Mayr-Donizetti

NOTE DI REGIA - Concerto pucciniano
 

Note di regia (a cura del Prof. Valerio Lopane, musicologo e regista)

Ricorre quest’anno il novantesimo anniversario della morte di un compositore di grandezza assoluta: Giacomo Puccini. Una ricorrenza è sempre un’ottima occasione per riaccostarsi, con spirito nuovo, a creazioni o artisti che, anche se notissimi, possono riservare nuove prospettive di scoperta. In quest’ottica il Circolo Musicale Mayr-Donizetti presenta, per la serata inaugurale della propria 40ª stagione, un piccolo viaggio nel tempo in cui toccare, in un dinamico itinerario a tappe, alcuni dei momenti più affascinanti che l’autore ci ha lasciato. Accanto a pagine notissime come, ad esempio, O soave fanciulla, Vissi d’arte, E lucean le stelle, Un bel dì vedremo, risuoneranno brani come Ch’ella mi creda, da La fanciulla del West e Chi il bel sogno di Doretta da La Rondine: forse di più raro ascolto non meno illuminanti per la comprensione del “caso Puccini”.
I singoli momenti saranno percorsi in una progressione sostanzialmente cronologica così da offrire, in filigrana, una linea d’indagine sul progressivo approfondimento del linguaggio musicale pucciniano e sull’evoluzione dei codici drammatici utilizzati dall’autore nelle sue introspezioni nelle tensioni dell’animo umano.
Per avvalorare questo esercizio il maestro Damiano Maria Carissoni, che sarà al pianoforte, ha stilato una scelta dei brani e scene di grande piglio espressivo, affidandoli a tre artisti di grande “fede” pucciniana. Diego Cavazzin, già ammirato in numerosi ruoli delle nostre scorse stagioni (Turandot, Trovatore, Luisa Miller, Andrea Chénier), e ormai punto di riferimento del Circolo, affronterà le parti tenorili. Il soprano Sharon Zhai, applaudita Liù nel nostro ultimo allestimento di Turandot, darà voce ai personaggi cui Puccini ha assegnato spontanea semplicità e linee di canto fatte di vitalità vivace e giovanile. L’altra faccia della femminilità (eterno cardine della figurazione pucciniana), sarà affidata per contrasto ai colori più drammatici della voce di Manami Hama.
Il riferimento alla duplicità dei ruoli femminili in Puccini emergerà soprattutto in Turandot, opera che esprime il complesso ed emblematico accostamento di due donne antitetiche: la gelida principessa e la schiava appassionata.

 
 
 
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