Circolo Musicale
Mayr-Donizetti

NOTE DI REGIA - lE NOZZE DI fIGARO
 

Note di regia (a cura del Prof. Valerio Lopane, musicologo e regista)

Potrebbe sembrare una precisazione inutilema è bene sottolineare che Le nozze di Figaro appartengono tanto a Mozart quanto a da Ponte;infatti non solo i due hanno lavorato a stretto contatto ad ogni fase del lavoro, ma l’eccezionale simbiosi stabilitasi ha dato vita ad una creazione perfetta, che rasenta il divino. Questo è il punto focale che rende quest'opera un unicum sia musicale sia teatrale. L'obiettivo che la mia regia si prefigge è quindi quello di offrire un viaggio tra i personaggi e le loro dinamiche che riesca a toccare nel profondo la nostra psicologia, le nostre passioni. C'è anche il mio desiderio personale, da amante della musica, di poter condividere sia con il palco sia con la platea le emozioni, le rivelazioni, e lo stupore insiti in questo lavoro inestimabile.

La verità dei dialoghi e la dinamica delle azioni, che sgorgano attualissimi anche dopo più di due secoli di vita, stupisce per quantità, per qualità e per lo smisurato affresco di contenuti… e molto si nasconde dietro ogni facciata di apparente elementarità quotidiana. Gli affetti sono veri, spontanei, mai plateali. Mozart e da Ponte scartano le tipologie classiche o le maschere stereotipate, come il malvagio o il puro. Tutti sono invece umani e per questo al contempo semplici e complessi, un po’ limpidi e un po’ corrotti. Cade ogni classificazione o censura morale: tutto risulta giustificabile, inevitabile, dinamico, evolutivo, vero. I sentimenti compaiono poco descritti e molto creati dall’azione e dalla musica. Solo per fare un esempio: il Conte non è soltanto protervo e dispotico, ma anzi, ha fascino da vendere, tanto che nel duetto con Susanna, lei ne resta rischiosamente turbata e in questo gioco il nobile stesso non eccede a facili abusi di potere, ma accetta tacitamente la sfida borghese e vitale di Figaro. Queste e molte altre situazioni border line ci spingono a guardare oltre la vivida quotidianità e la dinamica letterale, proiettandoci piuttosto in una dimensione di allegorie e sfumature estemporanee di pura commozione. Ed è questo il clima che vorrei imprimere a questa mia edizione delle “Nozze”. A sostegno del mio intento, mi muoverò su due vie sovrapponibili. La prima legata allo snodarsi della trama e l'altra alla presenza di elementi suggestivi, ora nascosti, ora in piena luce. Richiederò quindi ai solisti e al coro grande spontaneità di gesto. Mi sforzerò poi, in collaborazione con Matteo Scarpellini, di creare delle scene che, pur non rinunciando al clima poetico generale (soprattutto per l'ultimo quadro del boschetto), possano suscitare un palpito vitale schiettamente mozartiano. Darò spazio ai tratti spagnoli dell'ambientazione con libere ispirazioni a Velaquez e Goya cercando di interpretare, in controluce, i lampi che Mozart e da Ponteproiettano sul tema dell'unione coniugale. Il racconto ci presenta infatti almeno quattro coppie che corrispondo non solo a diverse fasce d’età , ma anche a distinte dinamiche affettive (non prive di contaminazioni incrociate): Cherubino e Barbarina nel loro affacciarsi ai turbamenti del rapporto a due; Figaro e Susanna nel loro entusiasmo ardente del dì delle nozze; il Conte e la Contessa di Almaviva colti in una crisi vissuta in un progredire di tiepida quotidianità, cedimenti, rimpianti, dolore, dignità e riscatto; ed infine Don Bartolo e Marcellina che, quasi dimenticate le loro antiche nozze clandestine, scoprono la forza imprevista di reinventarsi come novelli sposi.

Mozart e da Ponte, incantatori della musica e della parola, faranno il resto!

 
 
 
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