Circolo Musicale
Mayr-Donizetti

NOTE DI REGIA - La traviata
 

Note di regia (a cura del Prof. Valerio Lopane, musicologo e regista)

Siamo alla “mia” seconda La traviata per il Mayr-Donizetti. Nel mio primo allestimento avevo puntato sull’incomunicabilità tra Violetta ed Alfredo o, per esteso, tra uomo e donna e sul conseguente senso di solitudine. In questa nuova edizione vorrei invece sottolineare il contrasto tra la volontà dei giovani di vivere in piena libertà i propri amori e gli ostacoli che inevitabilmente si frappongono. Il desiderio di Violetta ed Alfredo appare subito come riprovevole e quindi impossibile alla generazione precedente alla loro di cui Giorgio Germont è l’austero portavoce, per via delle convenzioni sociali, etiche e morali. Per rendere ancor più evidente lo scontro generazionale in un contesto di forti cambiamenti sociali ho scelto di spostare lievemente in avanti l’ambientazione collocandola alla fine della Belle Époque, pur mantenendo come punto focale la città di Parigi. La capitale del positivismo scientifico e della sensualità, dell’ottimismo portato all’eccesso, funge infatti da contesto ideale di spensieratezza sovraeccitata ed erotismo febbrile, pur nella crescente consapevolezza istintiva che quella vitalità si sarebbe a poco frantumata di fronte alla più terribile realtà: i futuri orrori della Prima Guerra Mondiale. L’elemento visivo dominante dell’epoca, il liberty –per dirlo con un termine caro agli italiani–, con le sue volute morbidamente intrecciate e languidamente infinite, ci offrirà gli elementi naturali e floreali stilizzati, tanto adatti a divenire astrazione simbolica e decorativa, ancora una volta estremo e autodistruttivo anelito di vita ed ebbrezza di morte. In questo contesto apparirà ancor più logica e coerente la valenza dell’immagine simbolo di un fiore: metafora della vana speranza di riscatto affettivo e sociale di Violetta / Signora delle Camelie.
Vorrei anche dare, rispetto alla tradizione, maggiore spazio a Giorgio Germont. Questo personaggio, che incarna probabilmente il percorso di crescita più significativo di tutta la vicenda, ci apparirà dapprima come soggetto distaccato ma acquisterà sempre più un ruolo interno alla vicenda, esprimendo, via via, curiosità, dubbio, meditazione, e infine urgenza di riscatto, sino al commosso abbraccio col figlio che rivelerà la purezza del suo autentico sentimento, ora non più represso e distorto. Solo di fronte ad una Violetta morente, riscatterà il suo errore di umano “ritardo” delle convinzioni.

 
 
 
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