Circolo Musicale
Mayr-Donizetti

NOTE DI REGIA - La bohème

Note di regia (a cura del Prof. Valerio Lopane, musicologo e regista)

Puccini ha sempre tenuto in alta considerazione la cornice visiva dei suoi melodrammi. Questo vale, in special modo, per La Bohème: l’ambientazione di questo capolavoro, infatti, si intreccia in maniera indissolubile con la dialettica della vicenda, tanto da creare un unicum visivo, scenico e drammatico. Una tale urgenza di verità è certamente connessa all’esperienza autobiografica del musicista; è nota infatti la sua personale esperienza milanese di sapore bohèmien ai tempi degli studi in conservatorio, condotta accanto a un altro giovane, altrettanto “zingaro”: Pietro Mascagni. Quest’atmosfera fu colta in pieno alla prima assoluta torinese, con un Toscanini insolitamente complice di uno stile scanzonato, disinvolto e goliardico. Da queste riflessioni è nata la mia idea di risalire al clima della “prima volta”; mi sono quindi indirizzato per i fondali ad un’esperta di questo genere di indagini, la scenografa umbra Cristina Ducci, che rievocherà, con mezzi digitali e secondo la sua personale sensibilità interpretativa, i bozzetti originali di Adolf Hohenstein (1854-1928), che accolsero il battesimo dell’opera. Con le ulteriori scelte sui costumi, sugli attrezzi e sulla gestualità vorrei quindi delineare, come scriverebbe Murger, una vita al tempo stesso “gaia e terribile”.